Ucria
Il piccolo centro, dalla tipica conformazione medioevaele si trova perfettamente immerso nella valle del Torrente Naso, nella suggestiva cornice dei Nebrodi in una zona montagnosa (710 m s.l.m.) a 119 km da Messina e 187 km da Palermo. L’origine del nome viene probabilmente dal greco Onchria (ruggine delle biade).
Il paese fu fondato, secondo la leggenda, dagli abitanti della città scomparsa di Monte Castello. Venne conquistato da Siracusa nel 269 a.C. e dominato dai Romani dal 242 a.C.. Successivamente venne distrutto dagli Arabi e risorse solo con l’avvento Normanno (XI sec.).
Nel periodo medioevale diverse famiglie feudatarie si alternarono sul territorio, tra queste i Barresi, i Campisano, i Perollo, i Morquet. Nel 1670 Ucria divenne principato, con Francesco Pagano come reggente.
Da vedere
Di notevole valore artistico e architettonico le chiese di Santa Maria SS. della Scala e del S. Rosario di epoca forse normanna, e la Chiesa Madre. Quest’ultima sorge nel centro storico e ha una facciata in pietra arenaria con sfumature azzurre e grigie. Il portale esterno fu elegantemente scolpito da artigiani locali.
L'interno della costruzione è suddiviso in tre navate da grandi colonne in marmo, e custodisce diverse opere tra le quali gli altari barocchi e la Madonna della Scala, opera attribuita alla bottega d'arte dello scultore palermitano Antonello Gagini (1478-1536).
Particolarmente interessante è inoltre il Museo etnografico della Cartapesta ricco di trecento maschere raffiguranti varie e particolari figure di volti umani.
