Sant'Agata di Militello
Il paese si trova sulla costa tirrenica a 120 km da Messina e a 139 km da Palermo. Il nome trae origine dalla celebre Santa e da Meleto (campo di mele).
La leggenda vuole che il borgo venne fondato da alcuni pescatori scampati ad un naufragio e venne dedicato a Sant’Agata.
Un’altra leggenda locale racconta di donne stupende che nella notte girano per il paese ammaliando con la loro bellezza gli uomini che le incontrano.
Il primo nucleo abitativo si fromò in concomitanza con l'edificazione del Castello Gallego da parte del Barone Luigi Gallego nel 1630 e nel tempo rientrò nei possedimenti del principe di Trabia, del principe Lanza di Scalea e del principe Militello fino al 1820 quando venne accorpato alla comunità di Militello Rosmarino.
Un notevole aumento demografico si ebbe però solo in seguito all’ottenimento nel 1857 dell'autonomia amministrativa e alla costruzione della strada rotabile Palermo-Messina.
Da vedere
Tra i monumenti architettonici segnaliamo la Chiesa del Carmelo, con la torre dell’orologio e il tipico campanile a vela e la Chiesa Madre che custodisce pregevoli statue del Bagnasco (XVIII-XIX sec.).
Il Castello Gallego è forse l’edificio di maggior pregio, edificato dal Barone Luigi Gallego nel 1630 con scopo di difesa, ha una struttura imponente protetta da torri cilindriche di stile medioevale e racchiude al suo interno un cortile alberato, che ospitava le scuderie, i magazzini e gli alloggi della servitù, protetto un tempo da un ponte levatoio. L’ingresso è sormontato da una struttura ad archi. Dal piano destinato agli appartamenti del principe, raggiungibile attraverso una scala a chiocciola, si accede alle torri e alle ampie terrazze. In un’ala dell’edificio si trova anche una cappella decorata da elementi classici.
Di notevole interesse anche il Museo Etnoantropologico dei Nebrodi, a Palazzo Gentile, offre uno spaccato della vita e del lavoro della donna, dei contadini, nonché del folklore e del sentimento religioso del luogo.
