San Piero Patti
Il comune è situato su una zona collinare a 448 m s.l.m. a 93 km da Messina e a 202 km da Palermo.
Anticamente gli venne dato dai greci il nome di "Petra" in riferimento ad una grande roccia di granito rosso presente in quel territorio. Con l’avvento del Cristianesimo il nome mutò in Sanctus Petrus e dopo ancora Sanctipetri supra Pactas (San Pietro sopra Patti).

Il centro abitato esiste già dal IX sec., fu dominato dagli arabi che occuparono una zona chiamata ancora oggi Arabite. Fu in seguito liberato da Ruggero d’Altavilla, e molti dei guerrieri di origine piemontese e provenzale al seguito di Ruggero insediatisi a San Piero diedero origine al tipico dialetto “Gallo-Italico” nato dalla fusione della loro lingua con quella locale e tuttora in uso a S.Piero come in altri centri del messinese e dell'ennese. Fu territorio demaniale fino alla morte di Federico II di Svevia, il successore Corrado I lo assegnò in feudo ai De Manna e successivamente agli Orioles. Questi matennero la Baronia fino al 1646, intervallata da alcune rivolte popolari, anno in cui passò nelle mani della famiglia Caccamo. Gli ultimi Baroni di San Piero furono i Corvino fino alla fine del feudalesimo in Sicilia
Da vedere
Di notevole interesse il Chiostro del Convento dei Carmelitani Scalzi con la Chiesa del Carmine che custodisce una Madonna in marmo attribuita al Gagini (1478-1536) e La Chiesa di Santa Maria degli inizi del ‘600, con una facciata del 500 collegata da un arco ad un campanile barocco. L’interno dell’edificio è costituito da tre navate e conserva la gran parte degli arredamenti originali. Particolarmente pregevole il soffitto a cassettoni (XVII sec.). al suo interno inoltre una splendida statua che raffigura San Biagio, opera di Antonello Gagini (1478-1536).