Patti
Patti, posto sulla costa tirrenica a 75 km da Messina e a 184 km da Palermo è uno dei maggiori centri della Sicilia centrale. La denominazione viene dal greco e vuol dire presso le acque, sulla sponda.
Il centro fu fondato nel 1094 durante la dominazione del Conte Ruggero d’Altavilla. Successivamente fu dato alle fiamme da Federico II d’Aragone per punire la fedeltà dei pattesi agli angioini. Dopo la ricostruzione diventò possedimento demaniale, ma nel 1544 subì l’attacco del pirata Barbarossa che diede di nuovo alle fiamme la cittadina. Il nuovo sviluppo ebbe luogo durante il XVII secolo.
Da vedere
Numerosi i monumenti e gli oggetti d’arte del centro tirrenico. Tra questi occorre citare la Cattedrale (XVIII sec.), la Chiesa di San Michele (periodo medioevale) e il magnifico Santuario della Madonna del Tindari, meta di pellegrinaggio per molti fedeli. Al suo interno è conservata una statua Bizantina della Madonna Nera.
Citazione a parte meritano i resti archeologici di na Villa Romana risalenti al II sec. d.C., a Marina di Patti. Adagiata su una superficie di oltre ventimila metri quadrati, si compone attorno a un grande peristilio, con un largo portico a colonne. Sullo stesso portico sono distribuiti gli ambienti abitativi. Tra questi spicca la Sala Triabsidata, che domina tutto il lato sud del portico, ornata da uno splendido mosaico con raffigurazioni di animali e motivi geometrici. Le altre sale presentano pavimenti a mosaico ancora ben conservati, di cui uno dei più belli è quello della sala tricoria, che rappresenta motivi geometrici, animali domestici e selvatici. Nel secondo nucleo, infine, vi sono le terme.
La villa venne distrutta da un terremoto nel IV sec. d.C. ma continuò ad essere abitata seppure su un area più ridotta.