Galati Mamertino
Il comune situato su un colle che si affaccia sulla Valle del Fitalia, dista 137 km da Messina e 174 km da Palermo. Il nome deriva dall’arabo Qual’at, rocca e prende origine dalla rupe su cui sorge il paese, l’appellativo Mamertino trae invece origine da un antico popolo siculo che si professava discendente del dio Marte.
Di prim’ordine l’aspetto naturalistico, con la stupenda Cascata del Catafurco e il bosco di Mangalavite all'interno del parco dei Nebrodi.
Il borgo nacque in età arabo-normanna attorno ad un castello già esistente. Nel 1124 Adelasia d’Aragona vi fece edificare il priorato dedicato a S. Anna, di cui era devota.
Agli inizi del XIV sec. fu ceduto da Federico II di Svevia (il Barbarossa) a Blasco Lancia e nel 1644 a Filippo Amato con il titolo di principato. Successivamente divenne comune autonomo.
Da vedere
Di particolare interesse storico-architettonico i resti del Castello, di fattura arabo-normanna, la Chiesa della Madonna del Rosario con al suo interno un magnifico Tabernacolo in Marmo del Gagini (1478-1536) e la Chiesa Madre, dedicata a Maria Assunta e posta nella piazza principale del paese, che custodisce una tela raffigurante il Martirio di S. Agata, attribuita a Pietro Novelli (1603-1647) e due gruppi marmorei, il primo di Antonio Gagini che raffigura l’Annunciazione e il secondo di Antonello Gagini (1478-1536) a Aurelio Basilicata (1539) che rappresenta la Trinità. 
Una nota meritano inoltre il Santuario della Madonna di Trofillo e il Borgo Milè, tipico esempio di antico villaggio siciliano.