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Ristoranti a Frazzanò

 

 

 

 

 

 

 

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Frazzanò, pittoresco centro dei Nebrodi, un tempo detta Belmonte dal nome del Castello attorno al quale si sviluppò il primo nucleo abitato, sorge su di un ripido costone a 560 metri sul livello del mare, fra San Marco d'Alunzio e San Salvatore di Fitalia, a 122 km da Messina e a 159 km da Palermo.

Il nome deriva dalla forma dialettale frazza, faggio, albero molto diffuso nella zona.

Le origini di Frazzanò sono legate all'occupazione araba in Sicilia. Il Centro attuale è stato fondato probabilmente intorno all’860, da un gruppo di fuggiaschi della città di Castrus che qui si rifugiarono dall’invasione araba.

Uno dei personaggio più importante nei primi secoli di esistenza di Frazzanò fu Il conte Ruggero, artefice della liberazione dai Saraceni e ricordato soprattutto per l’edificazione della meravigliosa Abbazia di San Filippo di Demenna o di Fragalà fra le più antiche della Sicilia.
Fin dall’età normanna fu paese feudale ed appartenne a Nicola Camuglia.

Durante il regno di Martino I, fu sotto la giurisdizione degli Aragona. Nel 1453 passò a Riccardo Filangeri per donazione di Alfonso e rimase di proprietà di questa famiglia fino alla fine del XVIII sec. quando monastero di Fragalàconquistò l’autonomia.

Da vedere

Il paese ospita alcune tra le opere architettoniche di maggior valore nel panorama dell’isola.

Tra le altre segnaliamo la Chiesa Madre, dedicata a Maria SS. dell’Annunziata che conserva una splendida facciata settecentesca in marmo locale, La Chiesa di S. Lorenzo, edificata nel 1600 in stile Barocco con al suo interno le reliquie del Santo e l’Abbazia Basiliana di S. Filippo di Fragalà, recentemente ristrutturata, la struttura sorge sui ruderi di una piccola chiesa che, secondo la tradizione orale, fu edificata da S.Calogero di Calcedonia nel 495. Fra i più antichi edifici la Via dei Santinormanni della Sicilia, il Monastero fu restaurato e ampliato nel XI secolo per volere del Conte Ruggero I e della consorte Adelasia. Osservando il complesso dall’esterno si possono ammirare le tre absidi in stile arabo-normanno scandite da lesene in mattoni e un tiburio ottagonale che si eleva al centro del transetto, in corrispondenza della croce. La chiesa, con pianta a "T" conserva al suo interno tracce di figure bizantineggianti affrescate alle pareti.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

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