Ficarra
Il centro è situato sul versante settentrionale dei Monti Nebrodi, a 450 m s.l.m., dista 102 km da Messina e a 171 km da Palermo; il nome con tutta probabilità deriva dal siciliano Ficara, ossia campo di fichi.
Non ci sono notizie storiche certe sull’origine storica del paese, probabilmente il centro urbano nacque intorno all’XI sec.. Al 1082 infatti risale la prima citazione ufficiale in un diploma del conte Ruggero, altre citazioni si hanno nei registri della Chiesa di Messina (1198) nei quali viene indicato Ficarra come comune non lontano da Brolo in cui sorge una fortezza saracena, questo fa pensare che i primi insediamenti fossero arabi.
Nel periodo Normanno Ficarra divenne feudo baronale. Successivamente durante la dominazione Sveva il paese passò a diversi feudatari: gli Scaletta, Ruggero di Lauria, Corrado Lancia, i Perrucchio e nuovamente i Lancia, che nel 1656 si fregiarono del titolo di Marchesi.
Nel 1737 divenne possedimento di Pietro di Napoli, Principe di Resuttano e l’anno seguente di Vincenzo Abate, Marchese di Longarino. L’ultimo Marchese di Ficarra (titolo associato anche a Brolo) fu il Marchese Lungarini con Regio Decreto del 1901.
Da vedere
Di sicuro valore la Chiesa delle Benedettine (Badia), che custodisce tra l’altro una statua marmorea della Madonna delle Grazie attribuita a Rinaldo Bonanno; l’antico Palazzo dei Piccolo; i ruderi del Convento dei Frati Minori Osservanti (Convento dei Cento Archi); il duecentesco Palazzo dei Lancia; il Palazzo Ficarra, appartenuto alla famiglia baronale dei Milio; il ruderi del Castello Medioevale (XIII sec.); la Chiesa Madre con una struttura interna a tre navate e il portale del settecento, conserva al suo interno moltissime opere d’arte di pregevole fattura, tra queste segnaliamo un tabernacolo marmoreo di Antonio Gagini (1504-1532), un Crocifisso del ‘400, un polittico che raffigura la Madonna col Bambino, Gesù e i Santi di Antonello da Messina e la statua della Madonna della Neve (A. Gagini).
